Eneide, lib. VII, vv. 710-714
“Mutusca, la ricca di olivi”
Così oltre 2000 anni fa il poeta Virgilio definiva nell’Eneide questa nostra terra, che già allora era famosa per il suo olio squisito.
“Mutusca, la ricca di olivi”
Così oltre 2000 anni fa il poeta Virgilio definiva nell’Eneide questa nostra terra, che già allora era famosa per il suo olio squisito.
Secondo il mito, Enea era appena sbarcato, e molti soldati valorosi stavano accorrendo da tutta la Sabina per supportare Turno, re dei Rutuli, contro l’invasore. Tra questi, gli abitanti di Trebula Mutusca, l'antica città romana che sorgeva qui, nel Lazio, sui Monti Sabini a 60 km da Roma.
Poi i barbari avrebbero costretto la città a spostarsi sulla vicina altura di Monteleone.
Trebula si estendeva sui tre colli Castellano, Colle Diana e Colle Foro e sul pianoro, racchiuso tra le alture, dove si trovavano il teatro, il foro e un tempio alla dea Feronia. Passati i barbari e caduto l’impero romano, nel 1200 i Francescani costruirono il Convento accanto alle rovine dell’antica città, sul Colle Santa Maria. Meta importante della via Francigena, al Convento i frati producevano l’olio e coltivavano rigogliosi orti e frutteti per dar da mangiare ai tanti pellegrini che vi soggiornavano prima delle ultime due tappe del lungo cammino fino a Roma.
Alla fine del 1700, con l’indebolimento del potere dell’abbazia di Farfa, il convento cominciò a spopolarsi. Fu allora che la famiglia dei Marchesi Cavalletti, da tempo presente nell’area con il castello di Oliveto, lo rilevò insieme alle terre, e riprese la coltivazione dell’ulivo.
E siamo giunti a oggi: i Cavalletti hanno unito gli antichi uliveti per dar vita a un’azienda moderna, in grado di coniugare la passione per un olio extravergine e biologico perfetto, prodotto secondo i criteri della sostenibilità ambientale e del rispetto delle tradizioni del luogo, con la crescita dell’azienda e la diffusione dell’olio Marchesi Cavalletti nel mondo.
Timeline
Storia di Trebula, Monteleone
Storia di Trebula, Monteleone
e dei Cavalletti
270 a.C
Conquista della Sabina e sviluppo di Trebula Mutuesca, la città più importante dell’alta Sabina
146 a.C
Il console Lucio Mummio effettua due donazioni a Trebula dopo aver condotto e vinto la battaglia di Corinto
29 a.C. - 19 a.C
Virgilio scrisse l’Eneide dove in un verso, “Ereti Manus Omnis Oliviferaeque Mutuscae” (VII, 711), cita i valorosi soldati dell’olivifera Trebula Mutuesca
253 d.C
Martirizzazione di Santa Vittoria, divenuta in seguito la santa patrona dell’attuale Monteleone Sabino
IX secolo d.C
Insediamento Saraceno in Sabina e a Trebula
Tra il IX e il X secolo
Fenomeno dell’incastellamento
Trebula viene abbandonata per “Incastellarsi” e difendersi dai Saraceni. Nasce così Monteleone Sabino.
1200 d.C
I frati francescani costruiscono le prime mura, di quello che diventerà un convento, attorno alla chiesa di Santa Maria del Colle, già presente dal 900.
1500 d.C
Capitolo Generale
356 padri guardiani di tutti i conventi si riuniscono nel convento di Monteleone Sabino per discutere dell’ordine Francescano.
Fine 1700 d.C
Indebolimento dell’abbazia di Farfa e spopolamento del convento
1750 d.C
La famiglia Cavalletti si insedia presso il Castello di Oliveto Sabino, dando il via alla produzione di Olio con le nuove terre acquisite
Inizio 1800 d.C.
I Cavalletti rilevano il convento, ormai disabitato, dai frati Francescani.
1849 d.C
I Garibaldini di passaggio, si accampano al convento facendo razzia di cibo e mettendo tutto a repentaglio.
1943-1944 d.C
Il convento diventa quartier generale della Wehrmacht. Dopo mesi, i tedeschi costretti alla ritirata abbandonano la postazione minandola senza successo.
Al loro posto si insediarono per un breve periodo gli inglesi delle Forze Alleate.
Oggi
La famiglia Cavalletti conduce regolarmente le proprie attività, tra le quali la produzione di Olio d’oliva, in questo territorio ricco di storia.
